sabato 15 ottobre 2011

Rubrica: I precedenti a Verona

Il 19/10/2010 17° giornata del campionato 2010/2011 a verona è finita 1 a 1 con un'ottima prestazione della Juvenus per un tempo in 10 contro 11. Gol di Quagliarella e Pellisier. Allenatore DelNeri.



Il 17/01/2010 20°giornata del campionato 2009/2010 a verona finisce 1 a 0 per il verona, una partita prima di gioco per la Juventus ed un buon Chievo. Gol di Sardo nel primo tempo. E' stata une delle ultime partite con in panchina Ciro Ferrara prima che venga Esonerato per Zaccheroni. Da sottilineare che eravno praticamente senza Giocatori per infortuni ed avevamo 6 primavera in panca e qualche in campo.



Nell'11° gionata del campionato 2008/2009 a Verona finisce 0 a 2 con un gol su punizione di Alex DelPiero nel giorno del suo 34°compleanno e poi rigore di Iquinta che dopo aver sbagiato facendoselo parare da Sorrentino segna sulla ribattuta. Allenatore Ranieri.

In 10mila a verona....


Oltre ad essere "Juventus Stadium Mania" c'è anche la "Juventus Mania". Gli anni scorsi in trasferta i sostenitori della squadra BiancoNera non sono mai stati molti, per lo più erano tifosi occasinali della zona. Ma domani allo stadio Bentegodi la squadra sarà sostenuda da più di 10mila sotenitori:tutti credono in questa Juventus e che tutti vogliono sostenere. Quindi oltre ai pienoni del nuovo stadio di casa anche gli stadi delle trasferte della juve fanno il pienone nel settore ospiti....

Probabile formazione Chievo- Juventus


Chievo (4-3-1-2): Sorrentino; Sardo, Morero, Cesar, Jokic; Vacek, L.Rigoni, Hetemaj; Sammarco; Pellissier, Thereau.
A disp.: Puggioni, Andreolli, N.Frey, Bradley, Cruzado, Moscardelli, Paloschi.
All.: Di Carlo
Squalificati: nessuno
Indisponibili: Acerbi, Luciano

Juventus (4-2-4): Buffon; Lichtsteiner, Barzagli, Bonucci, Chiellini; Pirlo, Marchisio; Krasic, Del Piero, Vucinic, Pepe.
A disp.: Storari, Grosso, De Ceglie, Giaccherini, Vidal, Matri, Quagliarella.
All.: Conte
Squalificati: nessuno
Indisponibili: Iaquinta

Novità: Conte torna al 4-2-4 con Marchisio al fianco di Pirlo in mezzo e Del Piero favorito su Quagliarella per affiancare Vucinic in attacco. Sugli esterni dovrebbe toccare a Krasic e Pepe. Vidal in panchina. In difesa due possibilità: o Chiellini al centro con Barzagli e Grosso, o De Ceglie a sinistra, o Bonucci con Barzagli e Chiellini in fascia.

Conferenza Stampa pre Chievo - Juventus



TORINO - Antonio Conte scuote la Juve. Dopo 14 giorni di pausa, dopo la vittoria contro il Milan la squadra bianconera torna in campo contro il Chievo per continuare la sua marcia nei piani alti della classifica: «Noi in corsa per lo scudetto? Quando sei la Juve devi convivere con pressione, stress e vittoria. Per noi deve essere la normalità. Siamo alla quinta giornata, il fatto di essere partiti bene deve farci crescere autostima e fiducia nei nostri mezzi». Il tecnico della Juve vuole però levarsi un sassolino dalla scarpa: «C'è tantissimo da lavorare da parte nostra anche se mi dispiace continuare a leggere notizie di mercato. Non è giusto nei confronti di un gruppo che sta facendo cose importanti. Sentire nomi e agenti che si propongono mi dà molto fastidio. Con la società non parleremo né in questi giorni, né prossimamente. Il mercato è lontano anni luce».

CALO DI TENSIONE - Nella sfida contro il Chievo Conte non è preoccupato di un possibile calo di tensione derivato dall'affrontare, dopo 14 giorni di pausa, una squadra che non ti dà di certo gli stimoli del Milan: «La Juve contro le piccole? Valuto sempre la prestazione al di là del risultato. Contro il Bologna è stata una buona Juve. Non dimentichiamoci che alla fine del primo tempo ci è stato espulso un giocatore. Meritavamo la vittoria e non l'abbiamo ottenuta. Nel primo tempo di Catania invece siamo mancati ed è stata l'unica volta. Il problema è sempre uno, vincere. Contro Parma e Siena lo abbiamo fatto e venivano considerate partite facili. Il Chievo è una squadra di valore, una delle più forti da quando è in Serie A. Ha otto punti e se dovesse vincere contro di noi ci raggiungerebbe in classifica, questa è la dimostrazione che affronteremo un'ottima squadra».

SULLA CONDIZIONE FISICA - Il tecnico bianconero è fiducioso anche per la condizione fisica che la squadra ha raggiunto: «La Juve da un punto di vista fisico? Non mi fa piacere avere tantissimi giocatori in giro per il mondo. Siamo rimasti a Torino in 10 che però si sono allenati in maniera straordinaria; per questo sono tranquillo e fiducioso. Avrei preferito giocare subito dopo la prestazione contro il Milan, questo mi pare chiaro. C'è stata la sosta che ci ha dato la possibilità di allenarci. Dopo le nazionali qualcuno è tornato più felice, altri meno. Però ora ci siamo compattati e siamo pronti alla sfida contro il Chievo che sarà durissima. La cosa sicura però è che ho la fortuna di avere giocatori che mi danno la possibilità di avere due possibilità di gioco e quindi a seconda di vari fattori potrò usufruire di una situazione piuttosto che un'altra. Poi durante la gara si può sempre cambiare. Per me è importante questo perché non diamo riferimenti agli avversari».

SU CHIELLINI E LA NAZIONALE - Conte si concede una battuta anche sul ruolo di Chiellini e sul fatto che magari Prandelli poteva utilizzare di meno gli juventini in azzurro: «Chiello terzino o centrale? Mi convince come giocatore quindi il ruolo non conta. Pirlo e altri giocatori della Juve potevano riposare in Nazionale? Dobbiamo essere orgogliosi di aver riportato titolari in azzurro Barzagli e Bonucci. Un "gruppo Juve" titolare in Nazionale è molto importante per noi. Per quanto riguarda l'impiego dei calciatori sono ragazzi generosi. Appena vedono una palla che rotola ci vanno dietro. Capisco la voglia che hanno di giocare e capisco Prandelli che ha voglia di mettere sempre la migliore formazione in campo».

SUGLI AVVERSARI, VUCINIC E QUAGLIARELLA - Conte dice la sua anche sui prossimi avversari che la Juve dovrà affrontare. Il motto del tecnico della Juve è quello di non pensare troppo agli avversari quanto alle qualità che la squadra bianconera potrà mettere in campo: «Noi abbiamo visionato tutte le partite del Chievo, sappiamo come gioca, ma al di là di quello che faranno loro sarà importante come giocheremo noi. Dovremo andare lì per ottenere il massimo poi potrà anche non essere così ma non dobbiamo uscire dal campo con dei rimpianti». Piccola riflessione anche sul nuovo ruolo di Vucinic, diventato in bianconero "regista d'attacco": «In Nazionale gioca sempre prima punta mentre Jovetic è accanto a lui. È un giocatore completo che può fare tutti i ruoli offensivi. In ogni caso per me non esistono prime o seconde punte, ma solo punte centrali. Lui è una punta centrale e ha caratteristiche e qualità tecniche importanti. Lavorandoci sono situazioni che hanno sia Matri, Toni, Del Piero che Quagliarella. Basta lavorarci sopra». Risposta diretta anche sull'ex talento del Napoli: «Che fine ha fatto Quagliarella? Si sta allenando e sta recuperando da un infortunio al ginocchio. Io non vedo l'ora di vedere con il mio occhio che posso utilizzare Fabio perché con lui faremo un grande salto di qualità. Si sta allenando meglio, c'è un processo di metabolizzazione dell'infortunio. Deve completare il discorso da un punto di vista psicologico. Poi quando starà meglio aspettatevi che lo schieri titolare». Insomma a Verona sarà una Juve d'assalto che, come dice Conte, non sbaglierà l'approccio alla gara: «Questa Juve ha voglia di fare cose importanti e non penso che l'approccio sarà sbagliato. Magari altre cose saranno sbagliate, ma non quello altrimenti sarebbe un passo indietro».


Francesco Tanilli,Tuttosport.com

Vucinic, l'uomo più in forma. Juve di Conte riparte da lui

TORINO - È bastato vederlo rincorrere gli avversari nelle partitelle in allenamento, e spronare i compagni a fare lo stesso, per capire che nella te­sta di Mirko Vucinic è scatta­to qualcosa. Periodo fatato, per diversi motivi. Geniale come sempre, ma più determinato e affamato di prima. A Roma era un giocatore importante. Alla Juventus si sente qualco­sa in più. Al centro del proget­to nei fatti e non soltanto nel­le parole. Vedere concretizzato quanto gli era stato promesso nel lungo corteggiamento esti­vo ha caricato il montenegri­no. Al resto ha contribuito l’af­fetto dei tifosi. Agli amici più stretti ha confidato che una si­mile popolarità un po’ lo ha sorpreso. «Ci sono tifosi ovun­que, in ogni angolo d’Italia e d’Europa c’è qualcuno che ti ferma», racconta fiero il montenegrino.

RESPONSABILITÀ - Antonio Conte, il suo primo sponsor, lo ha voluto con insi­stenza. Il rapporto tra loro è schietto. Vucinic si sente re­sponsabilizzato, come in passato non gli era mai capitato. In campo può sembrare pure ruvido in certi atteggiamenti, ma nello spogliatoio si è fatto su­bito volere bene. Spesso alza la voce nelle partitelle, però è anche facile vederlo percorre­re il tragitto che porta alla spogliatoio abbracciato a un compagno.

GIOIA NAZIONALE - Una nuo­va spruzzata di entusiasmo è arrivata dalla Nazionale, no­nostante la squalifica gli ab­bia negato l’ultima partita contro la Svizzera di Stephan Lichtsteiner. Vucinic è l’uomo simbolo del Montenegro. Lo storico traguardo degli spa­reggi europei (contro la Re­pubblica Ceca) è già di per sé un successo. Arrivare in Ucraina e Polonia lo proiette­rebbe sempre più vicino al mi­to di Dejan Savicevic, genio del calcio per eccellenza a Pod­gorica. Vucinic, a causa della squalifica, non ha gioito insie­me ai compagni di Nazionale. L’euforia è però arrivata a Vi­novo, dove si narra di un Mirko galvanizzato, mai così in palla.

CHE CONDIZIONE - Non è sol­tanto una questione psicologi­ca. Il momento magico dello juventino è supportato dalle gambe che girano a meravi­glia. Alla ripresa degli allena­menti, martedì, si è presenta­to in grande condizione. Im­pressioni supportate dai test. Tanto sulla resistenza quanto sulla forza sembra una versio­ne più potente del Vucinic am­mirato a Roma. Merito dei programmi dello staff bianco­nero, ma merito pure di Mirko, come tutti primo preparatore di se stesso.

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Filippo Cornacchia
Marina Salvetti


Fonte: Tuttosport.com

Prima pagina Tuttosport 15/10


Fonte: Tuttosport.com

venerdì 14 ottobre 2011

Benitez:"Juve da scudetto"

Rafael Benitez ex allenatore dell'Inter e Liverpool e più volte affiancato alla juventus per sostituire Ferrara nel 2009/2010 in una intervista a Eurosport: «Sì, la Juventus può vincere lo scudetto. Le squadra più forti, a cominciare da Inter e Milan, stanno avendo grossi problemi e i biaconeri potrebbero seriamente approfittarne. Conte conosce la filosofia del club perchè ci ha giocato per tanti anni e sa come gestire i tifosi e il mercato. Quando sei in un club la tua ambizione deve essere quella di giocare in ogni competizione ma quando tu non lo puoi fare, la tua massima aspirazione deve essere quella di dare il massimo nel campionato». Su Pirlo: «il giocatore chiave del gioco di Conte. Lui ha questa capacità unica di controllare benissimo il gioco e di dettare i giusti tempi alla manovra».

Chievo - Juventus

Barzagli: "Non fermiamoci ora"

Il difensore della Juventus Andrea Barzagli ai microfoni di Sky parla della sua squadra e del match di domenica a Verona: «Dovremo affrontarli senza paura, per continuare a vincere e per dare continuità ad una stagione cominciata alla grande. Juve da scudetto? Siamo ancora all'inizio, quindi, dopo cinque partite, è normale che sui giornali si parli di queste cose. L'importante per noi è restare sereni e concentrati. Dobbiamo preparare partita dopo partita, poi i risultati li vedremo più avanti». Sul napoli: «una squadra che si è rinforzata tanto e penso che sia una squadra che può lottare fino alla fine come anche l'Inter, il Milan, la Roma. Sono tutti ancora in corsa».

Bonucci a Filo Diretto



Biglietti introvabili allo Juventus Stadium

Ormai si può definire "Juventus Stadium Mania". Tutti i tifosi juventini vogliono assistere ed incitare la propria squadra nello stadio di casa. Tanto che i biglietti x le partite sono quasi introvabili ma non perché è difficile trovare chi li venda ma perché vengono messi in vendita vanno subito a ruba. Soprattutto nei siti web incaricati dalla Juventus a venderli. Manca ancora più di una settimana a Juventus Genova di Sabato 22 Ottobre e già i biglietti sono esauriti, complice anche il gran numero di abbonati che sono quasi la metà della capienza dello stadio. Anche quelli per il match contro i rivali della Fiorentina si stanno esaurendo molto velocemente.
Non era mai accaduto prima che ci fosse il pienone per quattro partite di fila nemmeno per le partite di champions dei bei tempi. Eravamo abituati a vedere sempre molti posti o zone vuote nello stadio gli anni scorsi. A questo punto ci viene pure da pensare che avrebbero potuto mettere qualche migliaia di posti in più nello stadio quando lo avevano progettato. Però chi avrebbe mai immaginato un aumento del pubblico così elevato? Nessuno....

Capello elogia la Juventus


L'ex allenatore della juventus, Capello, che vinse due scudetti sul campo, ingiustamente tolti da Calciopoli, in una intervista elogia il lavoro della Juventus:«Guardi, parlo volentieri della gestione Agnelli e dello stadio. Sui particolari tecnici invece preferisco non addentrar­mi. Il progetto c’è e inizia a dare i suoi frut­ti. Il primato della Juve è meri­tato. E’ figlio di un progetto che, dopo gli intoppi inizia­li, sta proseguendo al me­glio. E di questo sono molto contento. Per Andrea innan­zitutto, che si trova in testa e con la consapevolezza di poter ancora migliorare. Perché la Juve è appena al­l’inizio di un percorso».

Juve, Rhodolfo congelato. Alex è di nuovo in pole

TORINO - Tiene banco il tema "nuovo difensore bianconero": è proprio questo, infatti, il ruolo nel quale la Juventus è decisa ad intervenire. Riallacciando, di fatto, un discorso che si era protratto per tutta la ses­sione estiva di mercato interrompendosi - dopo mille trattative, ragiona­menti, sondaggi - soltan­to il 31 agosto. Allorché ­avendo tentato in extre­mis le piste Bruno Alves, Gastaldello, Bocchetti Giuseppe Marotta e Fa­bio Paratici avevano de­ciso che «il profilo perfet­to dal punto di vista eco­nomico-qualitativo non c’è, piuttosto che compra­re tanto per comprare è meglio attendere la fine­stra invernale». Ebbene, ora che la finestra inver­nale si avvicina - e che il dirottamento a sinistra di Giorgio Chiellini ren­de ancor più importante e necessario operare per aumentare il numero di centrali a disposizione di Antonio Conte - ecco che la Juventus si muove de­cisa: scandagliando fin da ora le varie opzioni a livello internazionale, onde muoversi con tempi­smo e rapidità appena possibile. Il novero dei candidati è corposo, con profili che vanno dai gio­vani talenti ai campioni già affermati in cerca di nuovi stimoli. E il borsi­no, aggiornato costante­mente, è mutevole.

BRASILIANI - In ribasso, ad esempio, le quotazioni di Rhodolfo: il brasiliano non dispiace, anzi. Non a caso per lui s’erano già trovate le basi di una in­tesa, in estate. Ma vi so­no anche alcune eventua­li controindicazioni in merito alle quali i vertici bianconeri vogliono ra­gionare con attenzione: il fatto che per lui si do­vrebbe utilizzare l’ultimo "jolly-extracomunitario" precludendosi la possibi­lità di acquistare altre giocatori non europei; il fatto che potrebbe aver bisogno di un po’ di tem­po per calarsi nella realtà del calcio europeo; il fatto che - comunque sia - per averlo si debba trattare con il San Paolo, con il suo ex club e con un Fondo Privato. Ecco per­ché, dunque, sta tornan­do caldissima la pista Alex: brasiliano anche lui, ma già esperto di cal­cio europeo (pure ad al­tissimi livelli, tra l’al­tro). La sua valutazio­ne si aggira attorno a quota 6-7 milioni di euro, peraltro il suo rapporto con il nuovo tecnico del Chelsea, Villas Boas, non è esattamente idilliaco e dunque è lo stesso gioca­tore a guardare con inte­resse l’eventualità di un trasferimento a gennaio.

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Fabio Riva

Fonte: Tuttosport.com

Prima pagina Tuttosport 14/10


Fonte: Tuttosport.com

giovedì 13 ottobre 2011

A Vinovo preparazione tattica





Informazioni in Tempo Reale....

Il presidente bianconero è giunto al centro sportivo di Vinovo con l'amministratore delegato, Beppe Marotta, e il direttore sportivo, Fabio Paratici, per salutare la squadra, che è capolista e sta preparando la trasferta di domenica prossima a Verona, e seguire l'allenamento pomeridiano

Mazzarri ha paura della Juve

L'allenatore del Napoli Walter Mazzarri, che questa estate era al punto di arrivare alla juventus, ora mette in allerta la sua squdra di stare attenti alla Juventus di Conte: "Negli ultimi anni la lotta al titolo è stata circoscritta a Inter e Milan, ma le cose stanno cambiando. Quella tra noi e i bianconeri è una rivalità storica, che affonda le radici in una sorta di voglia di rivalsa sociale, visto che il club torinese ha sempre rappresentato il Nord e il potere.

Intervista a Salihamidzic

L'ex giocatore della Juventus e Bayern Monaco Salihamidzic a radio Kiss Kiss ha rilasciato un'intervista sulla sua ex Squadra e sul campionato di serie A:
Il Napoli? Nessuno si aspettava una squadra così forte anche in Champions League. Ho visto la squadra azzurra lo scorso anno e già giocavano molto bene, ero in campo con la maglia della Juventus nell'ultima gara dello scorso campionato contro di loro ed erano già forti. Anche quest'anno devo dire che stanno giocando benissimo.
I favoriti nel girone di Champions? -dice ancora- Attualmente, dico due squadre: Bayern Monaco e Napoli. Il Manchester City non ha giocato bene contro la formazione bavarese, che al contrario ha giocato un bel calcio. Sappiamo tutti che è molto difficile giocare a Napoli per l'incredibile calore del pubblico sugli spalti e sarà dura, ovviamente, anche per il Bayern Monaco. Non so dare un pronostico per la gara del San Paolo di martedì sera, ma penso che il Napoli abbia tutte le carte in regola per passare il girone ed accedere alla fase successiva. di questa Champions League. Il Bayern Monaco? L'ho affrontato con il Wolfsburg alla seconda giornata di campionato. Non giocarono bene, ma da allora non hanno perso più una sola partita. Da dieci partite a questa parte funziona tutto, hanno un meccanismo perfetto, un calciatore straordinario è Ribery, in grado di dribblare con enorme facilità. Quando Ribery sta bene, ne risente positivamente tutta la squadra. Il Bayern ha in rosa tanti giocatori di classe, ma Ribery è il fuoriclasse. Lo scudetto in Italia? Sarà lotta a due tra Juventus e Napoli. I bianconeri e gli azzurri sono le formazioni che stanno esprimendo il gioco migliore, attraversando una fase molto positiva. L'Inter ha qualche problema, ma con Ranieri in panchina credo che potranno migliorare la loro posizione in classifica. Il Napoli è in gran forma, la stagione è lunga nel campionato italiano ed è difficile dire adesso chi potrà vincere il tricolora. Ma, ripeto, credo che alla fine sarà una lotta a due tra Napoli e Juventus. Lavezzi, Hamsik e Cavani? Ciò che mi impressiona della formazione partenopea è il gioco, paradossalmente poco italiano. In Italia il calcio è molto tattico, il Napoli gioca in avanti, fa tanti goal, è una squadra sempre pericolosa soprattutto in velocità grazie alle qualità di Lavezzi, Cavani e Hamsik. Il calcio degli azzurri è molto interessante, somiglia al calcio della Bundesliga, dove le squadre sono molto più aperte. E' la velocità del Napoli che mi impressiona tantissimo. Tornare in Italia? Ci sono stato quattro stagioni, oggi ho 34 anni, tra uno o due anni potrei smettere di giocare. Ci sono grandi differenze tra la Bundesliga e la seria A. In Germania il calcio è rapido e aperto, in Italia molto tattico, compatto, molta fase difensiva. Da noi vige una mentalità: siamo votati all'attacco. Con questo non voglio dire che non mi piace il calcio italiano, anzi: mi piace molto la tattica perchè coinvolge tutto il gruppo. Che partita sarà al San Paolo martedì sera? Spero con tanti goal perchè le due squadre giocano all'attacco ed hanno entrambe una buona manovra offensiva. Rivalsa per l'eliminazione del Bayern in Coppa Uefa da parte del Napoli di Maradona? Sì, c'è sicuramente voglia di rifarsi da parte della squadra bavarese".

Krasic non si muove: in testa solo la Juve

TORINO - In fondo al tunnel... qualche sprazzo di luce. E solo la Juve. Già. Milos Krasic riparte dopo un avvio di stagione opaco. Con la Vecchia Signora, in effetti, solo a tratti si è visto il giocatore di livel­lo che nei primi mesi, l’anno passato, ave­va fatto innamorare i tifosi bianconeri. In Nazionale, solite difficoltà e martedì in campo soltanto al 57’ (per Jovanovic), per di più in un match, quello in Slove­nia perso 1-0, che ha decretato l’addio de­finitivo agli Europei, con saluti incorpo­rati di Stankovic e Vidic. Insomma, c’è poco da sorridere.

RINCORSA - Delusione, tremenda delu­sione per il Biondo, che pure potrebbe ereditare la fascia di capitano della Ser­bia. E alla fine è un fallimento per un Paese leader nel tennis e nella pallavolo che però ha abdicato nel calcio. Krasic, al­lora, si ributta nell’avventura juventina. Da qui alla pausa natalizia dovrà recu­perare posizioni, considerazioni. Altri­menti, il rischio del “taglio”, morale o ma­teriale, c’è davvero. Insomma, si trova a un bivio della carriera: l’approdo a Tori­no doveva rappresentare il salto di qua­lità, ma la crisi d’identità l’ha manda­to in confusione, tra cambio di modu­lo e richieste tecniche, impostazione tattica e libertà d’azione.

NON ESAGERARE - E dire che l’estate è apparsa ideale. Prima le rimpatriate con gli amici in Kosovo, poi il ritiro completo agli ordini di Antonio Conte, il nuovo condottiero zebrato. Ma l’avvio non è stato quello sperato. A parte un infortunio muscolare, la strada è stata in salita per conquistare il po­sto. «Ha un po’ di difficoltà - conferma l’agente Fifa Marko Naletilic - ma con lui sembra tutto esagerato. Prima lo si di­pinge come pallone d’oro, poi come un giocatore non all’altezza della Juve». E il discorso sulla tattica che lo imbrigliereb­be regge fino a un certo punto. «Anche se lui è un calciatore di intuizione, che ha i numeri nelle gambe e nella testa. Quan­do entrerà in forma, tornerà a farli vede­re ».

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Elvira Erbì

Fonte: Tuttosport.com

Intervista a Cannavaro

L'ex capitano della Nazionale ed ex difesore della Juventus a pescara dopo la partita della nazionale sontro L'Irlanda del Nord ha rilasciato un'intervista:

PESCARA - Il nuovo taglio di capelli è da tecno-scugnizzo: uno sguardo alle foto ingiallite di Napoli e Parma, uno al futu­ro da manager che sta co­struendo dopo il recente taglio del cordone ombelicale juventi­no per l’esperienza da dirigen­te negli Emirati. Fabio Canna­varo ha orgoglio e sentimenti da capitano, ancora oggi. E considerazione di sé elevatissi­ma: sorride, ma un po’ si picca se - per errore - uno lo chiama Paolo che è la voce del verbo Cannavaro coniugata al pre­sente indicativo. Ha occhi, mol­ti, per il Napoli: pensiamo im­magini lì, una volta sfrondate le spine del sul rapporto agro con De Laurentiis, il domani. E orecchie per il rumore di fondo che fa la Juventus di Antonio Conte: capitani che si lasciava­no il testimone del carisma nel­lo spogliatoio, compagni solo in azzurro. A Pescara l’hanno pre­miato come il più centenario dei cavalieri azzurri a tre cifre (Buffon insidia il suo primato, non più Zoff e Maldini), ma Cannavaro ha l’orizzonte sul presente e traguarda il cam­pionato.

E se fosse proprio Juve-Na­poli?

«Beh, sembra così. Gioco e clas­sifica adesso dicono questo, ma penso che sia qualcosa di respi­ro lungo, non la boccata d’aria del momento. Anche se io sul­lo stesso piano ci metto pure l’Inter. In ogni caso diamoci tutti l’appuntamento a dicem­bre- gennaio: è il momento in cui si capisce. Anche se qualco­sa la so già».

E ce la dica, allora, Fabio.

«Alla Juventus sanno come si fa quando si parte bene: c’è un’abitudine ambientale a ge­stire le corse in testa. Se tengo­no ancora un po’, col vantaggio di potersi allenare tutta la set­timana senza l’impegno delle coppe hanno un’arma doppia in più. Il Napoli, alla lunga, po­trebbe pagarlo il conto della Champions League. Infatti certi discorsi non li capisco: sento dire che puntano all’Eu­ropa. E invece credo che que­st’anno gli si presenti una for­midabile occasione per lo scu­detto, il tricolore lo vedo più al­la portata anche se mi piace co­me De Laurentiis e Mazzarri stanno costruendo. Due pezzi per volta, mantenendo l’iden­tità e Inler fa tanto. L’uomo che sposta gli equilibri, però, l’ha preso la Juve».

Pensiamo di sapere chi è.

«Andrea Pirlo che passa dal Milan alla Juve sposta l’equili­brio della serie A. E’ un gioca­tore importantissimo, decisivo. Capitò nel 2004 anche a me, quando dall’Inter andai alla Juve di Capello. Eppoi ci sono altre similitudini. Il 32 porta fortuna».

Ma sulla maglia Pirlo ha il 21, mica il 32.

«Ha 32 anni e a quell’età io ho vinto il Pallone d’oro: voglio di­re che è ancora nel pieno della carriera. L’inizio di stagione con Juventus e Italia è incredi­bile solo per chi sottovaluta uno dei giocatori più forti com­parsi nel mondo negli ultimi 10 anni».

E l’impatto di Conte?

«Antonio in panchina mi spa­venta. Mi mette davvero pau­ra: pare che possa scoppiare da un momento all’altro. Mette a tutti una pressione addosso che è quel che ci voleva là, alla Juve. Dopo due anni come quelli passati, c’era proprio bi­sogno di uno così».

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Alvaro Moretti

Fonte: Tuttosport.com

La Formica Atomica

Prima pagina Tuttosport 13/10


Fonte: Tuttosport.com

mercoledì 12 ottobre 2011

Verso Chievo-Juve



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«Scudetto 2006? La Juve è fiduciosa e ottimista»

MILANO - "La Juventus porta avanti qualsiasi tipo di iniziativa legittima perchè vengano riconosciuti i suoi diritti: è fase interlocutoria, ma siamo fiduciosi e ottimisti che il cammino possa riconoscere i nostri diritti". Questo il commento del direttore generale bianconero Beppe Marotta dopo il rinvio da parte del Tribunale Nazionale di Arbitrato per lo Sport, alle prese con l'esposto della Juventus per la la revoca dello scudetto 2006 assegnato all'Inter. "La querelle di questo periodo non è certamente contro l'Inter, potrebbe essere contro qualsiasi altra squadra che magari ha usufruito illegittimamente di un titolo", ha dichiarato Marotta, che non teme ripercussioni sulla sfida in campo contro i nerazzurri, il 29 ottobre. "Contro l'Inter dal punto di vista calcistico non abbiamo nulla, sicuramente i giocatori sono dei professionisti e sanno qual è il loro dovere. L'anno scorso - ha continuato - abbiamo giocato due partite all'insegna del fair play sportivo, e sono sicuro che sarà un'altra bella partita, in cui i giocatori sapranno recitare un ruolo importante". Infine, alla vigilia dell'udienza dell'Alta Corte di Giustizia Sportiva sulla radiazione dell'ex direttore generale bianconero Luciano Moggi, Marotta ha notato: "Sicuramente sta soffrendo situazioni non invidiabili. Come collega, mi auguro che la sua vicenda si possa risolvere in maniera positiva".



Fonte: Tuttosport.com

News Video 11/10

L'affare per Tevez

TORINO - Operazione Juve­Tevez, avanti. Con circospezione e con tutte le cautele del caso, è chiaro, ma anche con la ferma volontà ­compatibilmente con le mille e una difficoltà e variabili non sempre controllabili della situazione - di non lasciare nulla di intentato. Del resto il primo posto in classifica sta diventando una costante e la parola “scudetto”, sia pure informalmente, non è più così bandita... Dunque, visto che un ulteriore sforzo sul mercato potrebbe rendere la strada verso il ritorno ai vertici più agevole, in casa bianconera si sta entrando nell’ordine di idee per cui la spesa per il top player potrebbe davvero rivelarsi un investimento a rendere. E si sta agendo di conseguenza.

IL BLITZ - Come anticipato ieri, infatti, non si può affatto considerare casuale la presenza a Torino - lunedì ­dell’agente Fifa Peppino Tirri, esperto di calcio inglese e spesso intermediario bianconero per gli “affari esteri” ( era lui, ad esempio, a portare avanti la trattativa Alex con il Chelsea): mancano meno di tre mesi all’apertura della sessione invernale di mercato e, stante la situazione di guerra fredda ( per usare un eufemismo...) tra Carlitos ed il Manchester City, è proprio questo il momento di approntare strategie e studiare eventuali piani d’azione. Ora, pretendere che Tirri racconti urbi et orbi i motivi dei suoi recenti contatti con i vertici bianconeri appare oggettivamente eccessivo. E infatti lui svicola: «In questo periodo si parla di tante cose, siamo ancora in una fase interlocutoria. Sono stato a Vinovo per valutare alcune questioni legate ai fratelli Appelt Pires...» . Ma accetta di aiutarci a capire, in qualità di esperto di calciomercato d’Oltremanica, quali scenari possano aprirsi a questo punto per il destino in particolare di Carlos Tevez; ma anche dei difensori centrali del Bolton e del Chelsea, Gary Cahill e Alex, entrambi nel mirino della Juventus.

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Fabio Riva
Fonte: Tuttosport.com

Prima pagina Tuttosport 12/10

Fonte: Tuttosport.com

martedì 11 ottobre 2011

Vigneta Simpson

Countdown Juventus Stadium

Stadia Management

Zeman:"la Juve sta facendo bene"

L'attule allenatore del Pescara e al tempo gran nemico della Juventus parla in una intervista a sky molto bene della Juventus di oggi: «La Juve ha avuto sempre giocatori importanti, come società è cambiata e sta facendo bene. Mi dispiace che vanno ancora dietro a fare polemiche su quello che è successo. Quello che è successo lo sanno anche loro, la Juventus negli anni passati ha sbagliato e tanto, se uno sbaglia riconosce l'errore, poi va avanti senza pensare a quello che è successo».

Bettega si racconta....

Prandelli esalta Pirlo

PRANDELLI- Il CT della nazionale elogia Andrea Pirlo: "Sarebbe molto difficile rinunciare ad un giocatore come Andrea - conclude Prandelli - nessuno come lui detta i tempi di gioco e ha una dote che pochi considerano: dà serenità alla manovra e tranquillità a tutti i compagni di squadra".

Prima pagina Tuttosport 11/10

Fonte: Tuttosport.com

lunedì 10 ottobre 2011

Giovinco non è convinto di tornare

Giovinco dal ritiro con la nazionale commenta la sua carriera alla juve e al parma: "C'è una cosa che mi ha ferito, nella mia carriera: non aver potuto dimostrare quanto potevo far bene alla Juve. A Torino non ho ricevuto tante belle parole...Non penso alla rivincita, ma penso a divertirmi, con i gol: ne ho fatti cinque in cinque turni, il mio obiettivo è arrivare in doppia cifra". La consacrazione in bianconero è alle spalle: "Lo era un tempo, ma per un calciatore i percorsi cambiano". SUl ritorno alla juve: "La Juve non ha creduto in lui? È ancora per metà nostro, c'è ancora tempo...", dice passando Buffon. "Non so, non dipende da me. Quando in estate si era parlato di un riscatto Juve, io non ci ho mai creduto: lo sapevo che sarei restato a Parma. Discorso chiuso? Di chiuso non c'è mai nulla, però ci vuole più chiarezza". Un'altra ferita: "Mi è sempre dispiaciuto sentir dire che ero troppo piccolo per giocare ad alti livelli.Ma se sono qui, vuol dire che non mi sono fatto condizionare. Era da tanto che aspettavo questo momento, ora non me lo lascio sfuggire".

Marchisio su Facebook

Il centrocampista della Juventus dal ritiro con la Nazionale scrive hai propri fans su Facebook: «Ciao! Sto leggendo i vostri commenti(come sempre) in questi giorni,vi ringrazio! La caviglia va benissimo,per fortuna non è stata grave la contusione! Ora stiamo partendo per Pescara...».

Gli immobili della Juve

TORINO - In cinque anni dalla B alla AAA, nel senso che il ra­ting della Juventus sarebbe certamente positivo se finisse fra le grinfie degli esperti di Moodys. Sì, c’è un passivo di bilancio notevole, ma il va­lore del club e la sua solidità non sono mai stati così in alto da quando nell’e­state del 2006 lo scandalo di Calciopoli az­zerrò la società in tutti i sensi, per certi versi an­che quello economi­co. Oggi, oltre alla realizzazione dell’antico progetto giraudiano dello stadio e del centro sportivo di Vinovo (inaugurato proprio nell’anno della serie B) che for­niscono solidissime basi immo­biliari al patrimonio juventino, c’è un marchio che riprende vi­sibilità a livello europeo (anche grazie allo stesso Stadium), un capitale che verrà “aumenta­to” nei prossimi mesi e una ro­sa rivalutata (anche dalle na­zionali). Insomma, la Juventus si sta rialacciando idealmente alla società che era prima di Calciopoli, con un progetto di dominio del mondo in stile Real o Manchester United, sposando l’aspetto economico a quello strettamente tecnico. Riparte l’inseguimento alle grandi d’Europa e riparte da una valutazione di oltre mezzo miliardo di euro che pone la Juventus ai vertici in Italia (nel testa a testa con il Milan, il cui marchio è valutato di più a livello internazionale, do­vrebbe però pesare il molto più ricco patrimonio immobiliare bianconero) e in buona posizio­ne anche in Europa.

GLI IMMOBILI Cinqucento­sessanta milioni: valore virtua­le perché se la Exor volesse vendere il suo 60% (che presto aumenterà) o se la società non fosse quotata e la famiglia Agnelli la volesse cedere all’e­miro di turno, il calcolo potreb­be fornire la base per una trat­tativa nella quale altri fattori interverrebbero. Ma un valore calcolato sulla base degli asset della società. A partire dal fio­re all’occhiello: lo Juventus Stadium. Forse il valore più so­lido e non solo perché la Juven­tus è il primo club di A ad esse­re proprietario dello stadio, ma perché il nuovo impianto di­versifica e incrementa i ricavi proiettando la società ai livelli delle big europee. Il suo valore è pesabile intorno ai 150 milio­ni, considerando l’area circo­stante e i progetti futuri legati alla Continassa. E in proiezio­ne l’incidenza dello Juventus Stadium, i cui sviluppi sono per certi versi ancora inesplo­rati, permetterà al club di sca­lare posizioni nella classifica sul valore delle società. L’altra importante immobilizzazione bianconera è il centro sportivo di Vinovo, ampliato due anni fa, terreni e costruzioni che val­gono sui 40 milioni.

PARCO GIOCATORI C’è poi la rosa di giocatori che rappre­senta il patrimonio calcistico de club: il calcolo del suo valo­re può essere approssimato in circa100 milioni, considerando l’età dei singoli e il valore degli ammortamenti, oltre a un’in­teressante gruppo di giovani che rappresentano un investi­mento non solo tecnico per il futuro della società. E’ la valu­tazione più aleatoria, perché i risultati sportivi la condiziona­no in modo pesante, oltre che le stesse situazioni di mercato. Per questo, si cerca di valutare per difetto, più che in eccesso.

IL BRAND Infine il marchio Juventus. Non è un asset in bi­lancio e come tale non è mai stato valorizzato, cosa che in­vece altre società in passato hanno fatto in maniera discu­tibile. Difficile quindi ipotizzar­lo: noi abbiamo individuato un valore teorico sulla base delle sponsorizzazioni. Calciopoli ha segnato un crollo verticale, tan­to che per il dopo Tamoil si è ri­corsi a un marchio del gruppo Fiat, New Holland. In questi cinque anni la Juventus ha provveduto a recuperare i va­lori commerciali delle prime della classe riposizionando il proprio brand. Lo stadio gli permette un altro balzo in avanti e, se la squadra di Con­te centra la Champions, il ri­torno sulla scena internaziona­le gli consentirà di ottenere più visibilità e appeal.

GARANZIA EXOR L’aumen­to di capitale di 120 milioni, già anticipato dall’azionista di maggioranza Exor per la quo­ta che gli spetta, rappresenta poi una garanzia di solidità an­che di fronte a un ultimo bilan­cio fortemente in rosso. Nel passivo, che sfiora i 100 milio­ni, occorre però riconoscere che la Juventus ha pochi debiti. E con l’assemblea dei soci, fissa­ta per il 18 ottobre, si saprà se i piccoli azionisti intendono sot­toscrivere le proprie quote de­finendo il piano di rilancio.

Fonte: Tuttosport.com

Classifica Gol



La classifica dei gol più bello dall'nizio del campionato della Juventus. Gol votati dal pubblico.

Il Tnas rinvia la decisione

Decisione rinviata dopo la prima udienza (durata oltre due ore) del Tribunale Nazionale di Arbitrato per lo Sport di Roma dove gli avvocati di Juventus, Inter e Federcalcio si sono riuniti per discutere sull'esposto bianconero che chiede la revoca dello scudetto 2006 assegnato all'Inter. La proposta conciliativa dei legali bianconeri Briamonte, Chiappero e Landi di rinunciare all'atto del 18 luglio 2011 in cui la Federcalcio si dichiarava incompetente sulla revoca dello scudetto 2005-2006 è stata respinta dagli avvocati Medugno e Mazzarelli rappresentanti della Figc e da quelli dell'Inter Torchia, Capellini e Raffaelli. La Juventus ha allora richiesto l'audizione del procuratore federale Stefano Palazzi e del presidente Federcalcio Giancarlo Abete e l'acquisizione da parte del Collegio giudicante, presieduto da Angelo Grieco e composto dagli avvocati Dario Buzzelli e Enrico De Giovanni, degli atti e dei pareri che hanno portato alla decisione del 18 luglio 2011 e della risposta che la Figc presenterà all'Uefa in merito ai chiarimenti sulla vicenda richiesti dall'organo di governo del calcio europeo. Il Collegio non è entrato però nel merito delle richieste bianconere, mentre ha fissato per il 18 ottobre la scadenza per la presentazione delle memorie difensive delle parti. Solo dopo tale data deciderà la propria competenza sulla vicenda. Il presidente della Juve Andrea Agnelli, presente all'udienza insieme ai suoi legali, non ha fatto dichiarazioni nè all'entrata nè all'uscita dal Tnas.

Fonte: Tuttosport.com

News Video 10/10

Calciomercato 10/10

Benat Etxebarria- il centrocampista spagnolo, di origine basca, piace molto ad Antonio Conte che lo ha individuato come possibile rinforzo a gennaio. IL giocatore è legato al Betis Siviglia con un contratto fino a giugno 2014. La sua clausola rescissoria è piuttosto alta: 20 milioni di euro. Ma non è detto che, davanti a una proposta concreta, il Betis non abbassi un po' le pretese.

Benatia- Il difensore dell'Udinese commenta in un sito l'interesse di Juve e Milan nei suoi confronti: "L'interesse di Juve e Milan? E' chiaro che fa piacere sapere di essere seguito da questi club. Ma siamo solo ad ottobre, e adesso la cosa più importante per me è fare bene con l'Udinese. Ho firmato fino a giugno 2016 -spiega- e sono molto contento. Ripeto: per ora penso solo all'Udinese. So che circolano tante voci in questo momento, ma è ancora presto per parlare".

Ventura:"Toro e Juve prime"

Entrambe le squadre di Torino sono prime in classifica, rispettivamente nel proprio campionato. Il Torino in serie B in solitudine con 23 punti, mentre la Juve nella serie A con 11 punti a pari dell'Udinese. Ventura fa notare questo particolare ai microfoni di Sky Sport e che entrambi gli allenatori precedentemente hanno allenato il Bari :«Antonio? Se gli sono stato utile mi fa piacere, ma lui ha le sue qualità. Sicuramente per entrambi è stata importante l'esperienza maturata a Bari. Toro e Juve, in maniera diversa, stanno mandando un messaggio forte alla città».

Prima pagina Tuttosport 10/10


Fonte: Tuttosport.com

domenica 9 ottobre 2011

Bel video su come è nato il nuovo Stadio

Giocatori in scatenza di contratto

Conte non li risparmia mai

Marchisio dopo il Gol in Nazionale



Novità: Marchisio ha gia recuperato dall'infurtunio subito contro la serbia e si sta gia allenando in Gruppo.

Simone Pepe a filo diretto



Cutolo stende il Brescia con un gol capolavoro



Cutolo il "Messi" del Padova batte il Brescia, Portando il Pdova a 20 punto in classifica, alla pari del Torino. Fa due bellisimi gol. Il primo con un tiro da fuori area e il secondo segna dopo una discesa dal centro campo, al limite dell'area salta 4 uomini e poi va al tiro. Il gol del brescia arriva per una disatenzione della difesa per un errato controllo difensivo.

Prima pagina Tuttosport 16/09

Fonte: Tuttosport.com